Davide Bonusi
Davide Bonusi
Amo la natura e la vita all'aria aperta. Quando posso vado in montagna, seguo un sentiero e cammino fino a quando sono stanco. Qualche volta mi perdo, molto spesso mi ritrovo.

Corna Blacca da Collio, alla conquista della Regina

Corna Blacca da Collio, alla conquista della Regina

Epica escursione alla conquista di quella che personalmente considero la più bella vetta della Valle Trompia, la Regina delle Prealpi Bresciane.

Difficoltà escursionistica: T3
Vette raggiunte: Corna Blacca (2006 m)
Dislivello salita: 1433 m
Lunghezza percorso: 18.08 Km

Descrizione dell’escursione

La Corna Blacca è una delle vette più ambite ed appaganti delle nostre amate Prealpi Bresciane. Ho avuto modo di osservarla fin da bambino quando trascorrevo tutte le domeniche e gran parte dell’estate a Collio. Lei era sempre li davanti con la sua forma inconfondibile, vicina ma irraggiungibile. Da quando ho iniziato ad appassionarmi di montagna è diventata per me un obiettivo ambito e prestigioso, a tratti quasi un ossessione.

Decido quindi ai andare alla sua conquista pianificando una lunga e faticosa escursione con partenza proprio dall’abitato dell’amata Collio: dovrò affrontare un dislivello ben superiore al 1000m ma mi sento pronto per farlo, lo ritengo doveroso vista l’importanza della vetta. Ho definito una sorta di mio codice etico che mi impone una sorta di fatica obbligata per dimostrare il giusto rispetto alla montagna che voglio visitare: più essa è importante e prestigiosa e maggiore deve essere la fatica. Chi volesse però salire sulla Corna Blacca con minore sforzo può tranquillamente farlo partendo dal Passo Maniva e riducendo notevolmente il dislivello da affrontare.

Come sempre parto molto presto e parcheggio l’automobile nell’ampio piazzale presente lungo la strada che attraversa Collio, poco dopo gli impianti di risalita ormai in disuso della Pezzeda. Scendo verso il fiume Mella nei pressi del minigolf ed attraverso un ponticello, da qui seguo le chiare indicazioni per sentiero CAI 349. La mulattiera mi consente di prendere subito quota attraverso il bosco fino a raggiungere una conca prativa con un bel cascinale. Proseguo affrontando una serie di tornanti accompagnato da una bella vista sulle montagne circostanti tra cui posso scorgere facilmente il Muffetto e la dorsale del Colle di San Zeno.

Le indicazioni sono sempre molto chiare e la mulattiera ampia e facilmente percorribile. Si susseguono numerosi tornanti e finalmente inizio ad intravedere la Corna Blacca attorniata da nuvole scure e minacciose. Oggi il meteo però non mi preoccupa, ho tutto il necessario per affrontare la pioggia nello zaino e non valuto nemmeno la possibilità di abbandonare l’escursione nel caso in cui il tempo peggiori. Supero una Croce ed una piccola lapide in ricordo di un alpino caduto e raggiungo poco dopo il Roccolo Cero. Sono ormai nei pressi della Malga Pezzeda Mattina di Sotto e del suo immenso pascolo dove posso osservare anche gli impianti sciistici ormai abbandonati.

Qui arriva anche la seggiovia che parte dall’abitato di Collio e che viene occasionalmente utilizzata per la risalita degli atleti che praticano Mountain Bike e Downhill. E’ stato infatti recentemente predisposto un bel percorso di discesa lungo questo versante e durante la salita ho potuto osservarne alcuni tratti caratterizzati dalla presenza di trampolini in legno. Proseguo fino a giungere il località Passo Pezzeda dove un palo mi informa che sto percorrendo il famoso sentiero 3V caratterizzato dai colori bianco-azzurri. Qui si incontrano anche altri numerosi sentieri: io proseguo sempre sul 349 che aggira a mezza costa Cima Pezzolina portandomi sul versante sabbino.

Il bosco ha ormai lasciato spazio ad un paesaggio ampio e panoramico, il sentiero prosegue in leggera salita attraversando rocciose vallette. Raggiungo la località Prael dove imbocco la salita lungo la variante alta del 3V, contrassegnata “per esperti”. Il massiccio roccioso della Regina si lascia ora ammirare in tutta la sua maestosità, le nuvole si stanno pian piano diradando ed ho una grandissima voglia di arrivare in vetta. Sono troppo carico ed emozionato per sentire la stanchezza ed ho la giusta concentrazione per affrontare l’impegnativo tratto finale. Il sentiero infatti diviene più stretto e tortuoso fino a raggiungere un lungo e ripido canalone.

E’ il momento dell’attacco finale e la pendenza diviene subito più impegnativa, risalgo faticosamente tra le rocce fino a giungere nuovamente sul versante triumplino dove posso osservare nuovamente l’abitato di Collio in lontananza. Percorro con attenzione il sentiero lungo ripidi canaloni fino a ricongiungermi con quello proveniente dal Passo Portole che utilizzerò per la discesa. Seguo il percorso ormai evidente sulla mia destra aiutandomi spesso con le mani per superare alcuni scalini di roccia molto alti e giungo ben presto in cresta. Proseguo quindi lungo un tratto pianeggiante superando un cippo eretto a ricordo dei partigiani caduti nella Resistenza e raggiungendo la Croce di vetta.

La stanchezza inizia a farsi sentire ed è il momento di fermarsi per godere del panorama e per lasciare spazio alle emozioni. Davanti a me posso osservare il vicino Dosso Alto ed il Passo del Maniva, alla mia sinistra ecco la dorsale del Monte Guglielmo che prosegue poi verso il Muffetto. Sul versante opposto ecco il vicino Monte Ario, le montagne della mia Lodrino ed in lontananza mi sembra di scorgere il Lago di Garda ma non ne sono totalmente certo. Il cielo è ancora parzialmente coperto ed una leggera foschia riduce notevolmente l’orizzonte visibile. Recuperate le energie decido di affrontare la lunga discesa con un percorso leggermente diverso.

Raggiungo il Passo di Paio tramite il ripido sentiero che attraversa il fianco roccioso della Corna offrendo panorami mozzafiato. Proseguo poi lungo la variante bassa del 3V lasciandomi il Maniva alle spalle raggiungendo, con numerosi saliscendi, il Passo Pezzeda. La discesa avviene quindi con la stessa mulattiera utilizzata all’andata salvo l’ultimo tratto dove decido di deviare leggermente per sbucare lungo la strada che congiunge Collio a San Colombano. Ciò mi consente di compiere una doverosa visita al vicino cimitero e di salutare i miei cari che riposano proprio in questo luogo. Rientro quindi al parcheggio attraversando il centro del paese per terminare l’escursione.

Mappa del percorso

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Galleria fotografica

La salita lungo il versante valsabbino attraversa numerose vallette rocciose

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La zona è caratterizzata dalla presenza di numerosi pascoli erbosi

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Ecco la Croce di vetta in lontananza ed il sole che inizia a penetrare le nuvole

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Giunto in vetta mi godo il dolce sapore della conquista, la Regina oggi è solo mia

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La discesa verso il passo di Paio mi regala questo splendido panorama

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