Davide Bonusi
Davide Bonusi
Amo la natura e la vita all'aria aperta. Quando posso vado in montagna, seguo un sentiero e cammino fino a quando sono stanco. Qualche volta mi perdo, molto spesso mi ritrovo.

Monte Re di Castello e Rifugio Maria e Franco da Malga Bissina

Monte Re di Castello e Rifugio Maria e Franco da Malga Bissina

Una vetta ruvida, dura e tagliente, proprio come la roccia granitica della quale è costituita. Il Re di Castello è una sfida da affrontare per avvicinarsi all'alpinismo.

Difficoltà escursionistica: T4
Vette raggiunte: Monte Re di Castello (2889 m)
Dislivello salita: 1259 m
Lunghezza percorso: 14.72 Km

Descrizione dell’escursione

Nella storia personale di ogni appassionato di montagna ci sono escursioni in grado di lasciare il segno. Rappresentano dei momenti chiave che consentono di acquisire nuove conoscenze e di accumulare esperienza. L’ascesa al Monte Re di Castello ha tutte le caratteristiche per essere considerata un punto di passaggio tra l’escursionismo tradizionale e l’alpinismo: richiede un fisico allenato, passo sicuro, buon orientamento e capacità basilari di arrampicata su roccia. Prima di procedere nel racconto di questa bellissima giornata voglio specificare in modo inequivocabile che si tratta di un percorso riservato a escursionisti esperti.

I miei compagni di avventura oggi sono Alessandro e Carlo, due membri del Gruppo Escursionistico “Ragli” del quale faccio parte. Decidiamo di partire dalla Val di Daone, vallata alpina del Trentino percorsa dal fiume Chiese. Raggiungiamo la località Malga Bissina dopo aver transitato in prossimità dell’imponente diga che ne delimita l’omonimo bacino idrico e parcheggiamo nell’ampio piazzale (a pagamento). Ci concediamo una rapida colazione per fare il pieno di carboidrati e ci mettiamo in cammino poco prima delle nove. Il clima è più fresco del solito e l’estate sembra ormai un lontano ricordo: forse è per questo che ho deciso di partecipare nonostante un forte mal di gola ed evidenti sintomi influenzali, potrebbe essere una delle ultime belle giornate di sole della stagione.

Imbocchiamo spediti il sentiero CAI numero 242 in direzione Passo di Campo. Il primo tratto, comodo e pianeggiante, consente di riscaldare le gambe e di prendere confidenza con il terreno. Mi rendo subito conto di non essere al meglio e questa immediata consapevolezza mi consentirà di gestire al meglio le forze. Decido di procedere con un passo costante e di non forzare più del dovuto: oggi toccherà a me rimanere in coda al gruppo, almeno in questa prima fase. Dopo un tratto in leggera discesa il sentiero inizia a prendere quota dolcemente consentendoci di raggiungere il bellissimo Lago di Campo. Prestiamo particolare attenzione alla possibile presenza di vipere mentre percorriamo il tracciato che costeggia il lago in quanto questa zona è nota per tale caratteristica.

Affrontiamo quindi il ripido pendio che sale, con alcuni tornanti in successione, verso il passo. Il sentiero è sempre ben evidente e la bollatura bianco-rossa non lascia spazio a fraintendimenti. Il terreno morbido e confortevole sul quale abbiamo transitato fino ad ora lascia man mano spazio alla roccia, presenza che diverrà presto dominante. Un timido sole accompagna la nostra salita e contribuisce ad alleviarne la fatica: ci concediamo qualche breve sosta per immortalare con i nostri smartphone l’avvolgente panorama circostante. Siamo circondati da cime imponenti e sotto di noi possiamo osservare lo specchio d’acqua del lago alpino appena superato.

Raggiungiamo il Passo di Campo dopo un’ora di cammino ed è il momento di riprendere fiato e di bere un sorso d’acqua. Ci troviamo tra la Lombardia e il Trentino, di fronte a noi possiamo osservare la Valle di Saviore con il Lago d’Arno adagiato al suo interno. Il sentiero qui incrocia il leggendario numero 1, l’Alta Via dell’Adamello che in questo tratto congiunge il rifugio Maria e Franco al Rifugio Lissone. Nei dintorni è possibile individuare ciò che rimane delle numerose fortificazioni risalenti alla Grande Guerra come muretti a secco, gallerie e piccoli fabbricati. Le osserviamo in modo distratto, oggi il nostro obiettivo è la vetta: siamo carichi e determinati, sentiamo di poterla raggiungere in breve tempo. Ripartiamo subito con entusiasmo.

Percorriamo il sentiero numero 1 in direzione del rifugio Maira e Franco procedendo al di sotto della suggestiva Sega d’Arno, sottile cresta rocciosa che svetta alla nostra sinistra. Raggiungiamo quindi il bivio che ci consente di imboccare il sentiero 90, la direttissima per il Re di Castello. Percorriamo un primo tratto in buona pendenza che si sviluppa sui resti di un tracciato militare fino a raggiungere la scomoda pietraia che ci condurrà ai piedi della vetta. Questo tratto metterà a durissima prova le nostre gambe: saliamo lentamente seguendo una bollatura abbastanza evidente e alcuni omini presenti quando necessario. I blocchi di pietra divengono man mano più grandi, scomposti e in alcuni punti instabili costringendoci a rallentare l’andatura per evitare infortuni.

Dopo oltre due ore di cammino dal punto di partenza iniziamo a intravedere la Croce di vetta alla nostra sinistra: è distante ma raggiungibile, alla nostra portata. Questa bella visione mi restituisce fiducia e determinazione: trovo dentro di me energie inaspettate e mi riporto in testa al gruppo per affrontare l’ultimo impegnativo tratto, decisamente più tecnico. Procedo con calma e massima attenzione superando alcuni passaggi di alpinismo di primo grado con l’aiuto delle mani. Aggiro la vetta transitando a sinistra sul percorso che ritengo più sicuro e raggiungo finalmente la stretta sommità e la sua Croce. Dopo 2 ore e 40 minuti di faticoso cammino abbiamo conquistato il Re di Castello e ne siamo assolutamente soddisfatti.

E’ il momento di una pausa più consistente: scattiamo alcune fotografie, ci concediamo uno snack energetico e scambiamo qualche parola con altri due escursionisti che raggiungono la vetta poco dopo di noi. La nebbia sta salendo rapidamente e siamo costretti a ripartire affrettando prudentemente il ritmo di discesa per evitare di esserne avvolti. Seguiamo il sentiero 90 in direzione del passo di Dernal e raggiungiamo, con non poca fatica, il rifugio Maria e Franco dopo poco più di un ora. La struttura è chiusa al pubblico nonostante siano presenti i gestori, ne approfittiamo comunque per la nostra pausa pranzo al sacco. Siamo decisamente stanchi e decidiamo pertanto di non allungare ulteriormente l’escursione (l’idea iniziale era di scendere anche al Lago d’Arno). Per il rientro seguiamo quindi il numero 1 in direzione del Passo di Campo, destinazione che raggiungiamo dopo un’ora abbondante di cammino.

Qui decidiamo di raggiungere il punto di partenza utilizzando lo stesso percorso dell’andata, la stanchezza non ci consente purtroppo di andare oltre e siamo già appagati dalla prestigiosa vetta conquistata. Una possibile estensione del percorso consisterebbe nel proseguire lungo il numero 1 fino al Passo Ignaga per poi proseguire lungo il numero 245 che scende alla Malga Bissina. Concludiamo quindi la nostra bella giornata in montagna alle quattro del pomeriggio, giusto in tempo per una gustosa merenda a base di crostata e di un buon caffè. Sono molto soddisfatto per aver raggiunto l’obiettivo nonostante il mio precario stato di forma e per aver affrontato difficoltà inedite, lezioni che saranno sicuramente utili in futuro.

Mappa del percorso

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Galleria fotografica

Ecco il piccolo Lago di Campo, specchio d'acqua sul quale si riflette il sole del mattino

Ecco il piccolo Lago di Campo, specchio d'acqua sul quale si riflette il sole del mattino

La splendida catena rocciosa della Sega d'Arno che sale fino al Monte Re di Castello

La splendida catena rocciosa della Sega d'Arno che sale fino al Monte Re di Castello

Ecco l'infinita pietraia costituita da rocce granitiche sulle quali il cammino diviene lento e faticoso

Ecco l'infinita pietraia costituita da rocce granitiche sulle quali il cammino diviene lento e faticoso

La vista del cielo azzurro preannuncia la fine della salita, la vetta è ormai vicina

La vista del cielo azzurro preannuncia la fine della salita, la vetta è ormai vicina

A pochi metri dal passo Dernal ecco comparire il rifugio Maria e Franco, situato a ben 2574 m di quota

A pochi metri dal passo Dernal ecco comparire il rifugio Maria e Franco, situato a ben 2574 m di quota



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